Le verifiche degli impianti di terra dovrebbero essere viste dal datore di lavoro come un’occasione per controllare che il proprio impianto sia in regola sia dal punto di vista tecnico che documentale. La modalità di svolgimento è descritta dalla normativa CEI 0-14, guida all’applicazione del DPR 462/01, e dalla guida CEI 64-14 per le prove tecniche.
Le Fasi della Verifica degli Impianti di Terra
La verifica si articola in tre fasi principali:
- Verifica della documentazione tecnica
- Verifica strumentale
- Rilascio del verbale e del rapporto di verifica
Verifica della Documentazione Tecnica
Il verificatore, in veste di Pubblico Ufficiale, esamina la documentazione obbligatoria che il datore di lavoro deve mantenere aggiornata e a disposizione delle autorità ispettive. La norma CEI 64-14 raccomanda che la verifica venga eseguita anche in assenza di documentazione, perché la sicurezza dell’impianto viene prima di qualsiasi questione burocratica. Il verbale può essere positivo anche in mancanza di documentazione, purché l’impianto risulti funzionante e a regola d’arte. Il verificatore riporterà nel verbale la mancanza dei documenti.
I documenti richiesti sono:
- Progetto elettrico con allegati obbligatori (se richiesto dal tipo di impianto)
- Dichiarazione di Conformità dell’installatore
- Denuncia dell’impianto di terra all’INAIL e ASL
- Registro di manutenzione aggiornato secondo il D.Lgs. 81/08
- Per gli impianti in Media Tensione: documento ENEL con i valori del tempo di intervento delle protezioni e la corrente di guasto a terra
Verifica Strumentale dell’Impianto di Terra
La verifica strumentale delle verifiche degli impianti di terra comprende tre prove principali:
- Misurazione della resistenza di terra
- Misura di continuità dei conduttori di protezione, equipotenziali e di terra
- Verifica strumentale degli interruttori differenziali
Misurazione della Resistenza di Terra
La misura della resistenza di terra viene effettuata tramite il sistema voltamperometrico: vengono infissi nel terreno, a opportuna distanza, una sonda di corrente e una sonda di tensione. Lo strumento inietta una corrente attraverso la sonda e legge la tensione sulla sonda di tensione. Utilizzando la legge di Ohm si ricava la resistenza di terra dell’impianto disperdente.
Per gli impianti in bassa tensione (BT), senza cabina di trasformazione propria, è concesso l’uso del sistema di misura dell’impedenza dell’anello di guasto, che permette la misura direttamente dal quadro elettrico senza infissione di picchetti. Tale misura è a favore della sicurezza in quanto riporta un valore più alto dell’effettiva resistenza di terra.

Verifica degli Interruttori Differenziali
Gli interruttori differenziali sono i dispositivi che in caso di guasto interrompono l’alimentazione elettrica impedendo la possibile folgorazione. La verifica del loro funzionamento è quindi fondamentale. Il tasto di test presente su ogni differenziale fa intervenire il dispositivo in modo meccanico, ma non garantisce il corretto funzionamento elettrico. La mancata manutenzione periodica può causare l’effetto “colla” nelle lamelle interne, impedendo l’intervento in caso di guasto reale.
La verifica strumentale viene effettuata con apposita strumentazione a più valori di corrente (Idn/2, Idn, 5Idn), controllando che l’intervento avvenga nei tempi richiesti dalla normativa. Durante le prove si verificano interruzioni dell’alimentazione: è necessario concordare con il datore di lavoro giorni e orari idonei.
Per approfondire il funzionamento degli interruttori differenziali si può consultare la norma CEI 64-8 disponibile sul sito del CEI — Comitato Elettrotecnico Italiano.

Misura della Continuità dei Conduttori di Protezione
Tutte le masse e le masse estranee dell’impianto elettrico devono essere connesse al sistema disperdente tramite i conduttori di protezione (cavi giallo-verdi). La verifica della continuità viene effettuata tramite apposito strumento che misura la resistenza del conduttore: un valore elevato indica mancanza di continuità che deve essere ripristinata. Questa verifica non causa interruzioni del servizio, ma richiede l’utilizzo di un cavo esterno steso tra le masse e il nodo di terra.
Verifiche per Scariche Atmosferiche e Zone ATEX
Negli impianti di protezione scariche atmosferiche, oltre alle prove descritte, vengono verificate le continuità delle calate e dei conduttori dell’impianto. Deve essere presente la relazione di probabilità di fulminazione, il progetto a firma di tecnico abilitato e la Dichiarazione di Conformità.
Negli impianti elettrici nelle zone con pericolo d’esplosione si controlla l’idoneità di ogni apparecchiatura in relazione alla classificazione della zona pericolosa, le connessioni e le eventuali mancanze di protezione idonea. Deve essere presente la relazione tecnica sul calcolo delle zone ATEX, il progetto a firma di tecnico abilitato e la Dichiarazione di Conformità.
Il Verbale delle Verifiche degli Impianti di Terra
Al termine delle verifiche degli impianti di terra l’Organismo Ispettivo rilascia il verbale e il rapporto di verifica. Se il verbale è positivo il datore di lavoro deve conservarlo insieme alla documentazione di legge a disposizione degli organi di vigilanza. Se il verbale è negativo l’Organismo effettua denuncia all’ASL, che avvia la procedura per sanare le mancanze. Una volta risolte il datore di lavoro è obbligato a far eseguire una verifica straordinaria, preferibilmente dallo stesso Organismo che ha emesso il verbale negativo.

Conclusioni
La verifica periodica degli impianti di terra è uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori. Nemesi Srl esegue verifiche approfondite e professionali su tutto il territorio nazionale, rilasciando tutta la documentazione richiesta dalla normativa.
Nemesi Srl è a disposizione per una consulenza o un preventivo senza impegno.







