Cos’è l’impianto di messa a terra?

L’impianto di terra è la parte dell’impianto elettrico che interviene in caso di guasto, evitando la folgorazione delle persone per contatto indiretto — ovvero il contatto accidentale con una parte metallica che è andata in tensione a causa di un guasto.
È composto da tre elementi principali che lavorano in sinergia:
- I dispersori (o impianto disperdente)
- I conduttori di protezione
- L’interruttore differenziale (salvavita)
L’insieme di questi tre elementi, e la loro corretta manutenzione, costituisce la protezione silenziosa della persona. Senza di essi, anche un guasto apparentemente banale può provocare la morte di chi viene a contatto accidentalmente con una parte metallica dell’impianto.
Da non confondere: la verifica periodica prevista dal DPR 462/01 è una revisione ufficiale dell’impianto di terra da parte dello Stato. Non va confusa con la normale manutenzione periodica degli impianti elettrici, prevista dall’art. 86 del D.Lgs. 81/08 .
I Dispersori

L’impianto disperdente è l’insieme dei dispositivi che convogliano verso il terreno le correnti di guasto. Possono essere picchetti in acciaio zincato, corde in rame nude a contatto con il terreno, o i ferri delle armature delle fondamenta.
Perché serve un impianto disperdente?
In caso di guasto, la corrente fluisce sempre verso il terreno seguendo qualsiasi percorso disponibile, compreso il corpo umano. L’impianto disperdente crea una via a bassissima resistenza verso terra. Il corpo umano ha una resistenza di circa 2.000 ohm: la corrente preferirà sempre scorrere attraverso l’impianto di terra (pochi ohm) piuttosto che attraverso il corpo della persona. Tuttavia una piccola corrente passerà comunque, ed è per questo che l’alimentazione deve essere interrotta istantaneamente al presentarsi del guasto — compito dell’interruttore differenziale. L’impianto disperdente ha inoltre lo scopo di far intervenire l’interruttore differenziale all’istante zero del presentarsi del guasto.
I Conduttori di Protezione
I conduttori di protezione sono i cavi giallo-verdi presenti nelle prese di corrente e nei quadri elettrici. Collegano fisicamente le masse metalliche al sistema disperdente. Avere un ottimo sistema disperdente non serve a nulla se le masse non sono ad esso collegate: per questo la verifica della loro continuità è uno degli aspetti centrali della verifica periodica obbligatoria.
L’Interruttore Differenziale (Salvavita)
L’interruttore differenziale è il dispositivo più importante dell’impianto di terra. In condizioni normali, tutta la corrente che esce dal dispositivo differenziale entra nell’impianto e poi fa ritorno all’interruttore differenziale stesso: la differenza tra corrente uscente e corrente entrante è zero. Nel momento in cui si verifica un guasto, parte della corrente defluisce verso terra e non ritorna più al differenziale. Quest’ultimo “sente” che qualcosa non va e interviene interrompendo l’alimentazione in pochi millisecondi.
l suo corretto funzionamento non può essere verificato con una semplice ispezione visiva: sono necessarie misure strumentali eseguite da personale qualificato, nell’ambito della verifica periodica obbligatoria prevista dal DPR 462/01.
La Verifica Periodica Obbligatoria secondo il DPR 462/01

Il DPR 462/2001 prevede che tutti gli impianti di terra negli ambienti di lavoro siano sottoposti a controlli periodici da parte di soggetti terzi e indipendenti. Non è sufficiente installare correttamente l’impianto: la sua efficienza deve essere verificata e certificata nel tempo.
Come si svolge la verifica
La verifica comprende l’ispezione visiva dell’impianto, la verifica documentale, la misurazione della resistenza di terra, la verifica della continuità dei conduttori di protezione e il controllo del funzionamento degli interruttori differenziali. Al termine viene rilasciato un verbale da conservare presso l’attività a disposizione delle autorità in caso di ispezione. Il Datore di lavoro deve trasmettere telematicamente all’INAIL tramite il portale CIVA il nominativo dell’organismo che ha scelto per le verifiche.

Chi ha l’Obbligo della Verifica
Sono obbligate tutte le attività lavorative con almeno un lavoratore, inclusi condomini, chiese, scuole, circoli ricreativi e attività comunali. Sono esclusi solo i collaboratori domestici e le imprese a gestione esclusivamente familiare.
→ Approfondisci: chi ha l’obbligo delle verifiche degli impianti di terra
Periodicità delle Verifiche

La verifica è biennale per gli ambienti a Maggior Rischio in caso di Incendio, i locali ad uso medico, i cantieri edili e gli ambienti ATEX. È quinquennale per tutte le altre attività lavorative.
→ Approfondisci: la periodicità delle verifiche degli impianti di terra
Chi può Eseguire le Verifiche
Le verifiche possono essere eseguite esclusivamente da Organismi Ispettivi di tipo “A” con abilitazione ministeriale e accreditamento ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020, oppure da ASL e ARPA. Elettricisti e studi di progettazione non sono autorizzati.
→ Approfondisci: chi può eseguire le verifiche degli impianti di terra
Sanzioni per chi non effettua le Verifiche

Il D.Lgs. 106/09 prevede sanzioni amministrative da 1.000 a 4.800 euro e sanzioni penali fino a 4 mesi di arresto. Le sanzioni sono cumulative.
→ Approfondisci: le sanzioni per la mancata verifica degli impianti di terra
Conclusioni
La verifica periodica dell’impianto di terra è un obbligo di legge che non può essere ignorato. Rivolgersi a un Organismo Ispettivo di tipo A accreditato è l’unico modo per adempiere correttamente agli obblighi previsti dal DPR 462/01 e per garantire la sicurezza dei lavoratori. Un impianto di terra efficiente non è solo un requisito normativo: è la protezione concreta contro la folgorazione, uno dei rischi più gravi negli ambienti di lavoro.
Nemesi Srl è a disposizione per una consulenza o un preventivo senza impegno.







