Durante i normali processi lavorativi, in alcune attività possono formarsi zone in cui la presenza di sostanze infiammabili o esplosive rende qualsiasi innesco casuale potenzialmente letale. Gli impianti elettrici in zone con pericolo d’esplosione installati in questi ambienti devono rispettare requisiti costruttivi e di installazione specifici, e sono soggetti a verifica periodica obbligatoria ai sensi del DPR 462/2001.
Cosa sono le Zone con Pericolo d’Esplosione
Una zona con pericolo d’esplosione è un volume all’interno di un’attività lavorativa in cui la presenza di sostanze infiammabili — in forma gassosa, liquida o solida — può creare un’atmosfera esplosiva. In presenza di un innesco, anche accidentale, tale atmosfera può causare un’esplosione con conseguenze gravissime per le persone e le strutture. Questi ambienti sono comunemente noti come zone ATEX, dall’acronimo della Direttiva europea che ne regolamenta la sicurezza (ATmosphères EXplosibles).
Tipi di Sostanze che Generano Zone ATEX
Le atmosfere esplosive possono essere generate da tre categorie di sostanze:
- Sostanze gassose: gas infiammabili dispersi nell’aria, come il metano negli impianti termici o l’idrogeno in alcuni processi industriali
- Sostanze liquide: vapori generati da liquidi infiammabili, come benzina, solventi non acquosi, alcoli o vernici durante operazioni di travaso o utilizzo
- Sostanze solide in polvere: particelle finissime disperse nell’aria, come farine, zucchero, limature di ferro, polvere di legno o carbone
In tutti questi casi, la combinazione di sostanza infiammabile, ossigeno e innesco può generare un’esplosione.
Classificazione delle Zone con Pericolo d’Esplosione
Il D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a far redigere una relazione tecnica che classifichi le zone di pericolo d’esplosione presenti nella propria attività, determinandone la tipologia e l’estensione. La classificazione distingue le zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfera esplosiva:
- Zona 0 / Zona 20: atmosfera esplosiva presente in modo continuo o per lunghi periodi
- Zona 1 / Zona 21: atmosfera esplosiva presente occasionalmente in condizioni normali di funzionamento
- Zona 2 / Zona 22: atmosfera esplosiva non presente in condizioni normali, ma possibile in caso di anomalia
Le zone 0, 1, 2 si riferiscono a gas e vapori; le zone 20, 21, 22 a polveri.

Gli Impianti Elettrici in Zone ATEX
Gli impianti elettrici installati nelle zone con pericolo d’esplosione devono essere progettati e installati in modo da prevenire qualsiasi innesco. Ogni apparecchiatura elettrica deve essere idonea alla classificazione della zona in cui viene installata: esistono categorie di apparecchiature certificate ATEX specifiche per ciascuna zona, con livelli crescenti di protezione. Il progettista elettrico deve redigere un progetto che tenga conto della classificazione delle zone per garantire che tutti gli impianti siano conformi alle normative vigenti.

Obbligo di Relazione di Classificazione
Il datore di lavoro è obbligato a far redigere la relazione di classificazione delle zone ATEX indipendentemente dall’esito: anche se dall’analisi risulta che non sono presenti zone con pericolo d’esplosione, la valutazione deve essere documentata e conservata a disposizione degli organi di controllo. Questo documento è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) previsto dal D.Lgs. 81/08.
Verifiche Periodiche degli Impianti Elettrici in Zone con Pericolo d’Esplosione
Gli impianti elettrici nelle zone con pericolo d’esplosione sono soggetti a verifica periodica obbligatoria ai sensi del DPR 462/2001. La verifica ha lo scopo di accertare che l’impianto sia mantenuto in condizioni di conformità alle normative vigenti e che tutte le manutenzioni siano state effettuate regolarmente. Al termine viene rilasciato un verbale da conservare.

Chi può eseguire le verifiche
Le verifiche degli impianti elettrici in zone con pericolo d’esplosione possono essere eseguite esclusivamente da Organismi Ispettivi di tipo “A” abilitati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’area 4 del DPR 462/01, con accreditamento ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020, oppure da ASL e ARPA. Nessun altro soggetto è autorizzato.
→ Approfondisci: chi può eseguire le verifiche degli impianti elettrici
Periodicità delle Verifiche
La verifica degli impianti elettrici in zone con pericolo d’esplosione ha cadenza biennale (ogni 2 anni). È importante sottolineare che se un’attività ha periodicità di verifica quinquennale ma al suo interno sono presenti zone con pericolo d’esplosione, la periodicità dell’intera attività diventa automaticamente biennale.
→ Approfondisci: la periodicità delle verifiche degli impianti elettrici
Sanzioni
Il D.Lgs. 106/09 prevede sanzioni specifiche per i datori di lavoro che non adempiono agli obblighi di verifica periodica degli impianti elettrici in zone con pericolo d’esplosione. Le sanzioni per questa tipologia di impianto sono più severe rispetto alle altre aree del DPR 462/01:
- Sanzione amministrativa: da 2.500 a 6.400 euro
- Sanzione penale: arresto da 3 a 6 mesi di reclusione
→ Approfondisci: le sanzioni per la mancata verifica degli impianti elettrici
Conclusioni
La gestione degli impianti elettrici in zone con pericolo d’esplosione richiede un approccio rigoroso che parte dalla corretta classificazione delle zone, passa per la progettazione e installazione di impianti certificati ATEX e si concretizza nella verifica periodica obbligatoria affidata a un Organismo Ispettivo abilitato per l’area 4. Nemesi Srl è abilitata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’esecuzione delle verifiche periodiche degli impianti elettrici in zone con pericolo d’esplosione ai sensi del DPR 462/01.
Nemesi Srl è a disposizione per una consulenza o un preventivo senza impegno.







